L’essenziale…del Festival di Fazio

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Il 63esimo Festival della canzone italiana è stato vinto da Marco Mengoni con il suo brano “L’essenziale”.
Naturalmente non è mancato il malcontento tra pubblico e critica e a dire il vero anche tra gli 11 membri della delegazione sanremese di B Students TV.

C’è chi al primo posto desiderava Raphael Gualazzi con “Sai”(favorito dalla nostra troupe), chi gli “Eli” “e chi i Modà. Ma alla fine sono stati accontentati un po’ tutti i gusti perchè sul podio, subito dopo Mengoni, troviamo Elio e le Storie Tese con la loro “Canzone Mononota” e al terzo posto i Modà con “Se si potesse non morire”. Sempre al fortunato gruppo “irriverente” degli Eli sono stati assegnati il premio della critica e quello dell’arrangiamento, a parere nostro, ben meritati.

C’è chi afferma che come al solito abbia vinto un “figlio dei talent”(ipotesi “malignata” anche da alcuni di noi…) “probabilmente perchè arriva più facilmente al popolino senza formazione musicale”. Ma ci piace pensare in fondo che il podio di Sanremo e tutti i premi ad esso correlati, rispecchino davvero i gusti degli italiani per quanto riguarda la canzone nostrana perchè, diciamocelo, ognuno di essi risponde ad uno specifico bisogno di musica e cattura l’ascoltatore a diversi livelli di comprensione melodica e di testo.

Sanremo, come sappiamo bene, non è solo una kermesse musicale ma anche un palcoscenico dove la contemporaneitá politica e sociale, delle mode e delle tendenze, viene ad esibirsi. Tra i più notevoli, la finale ha visto calcare il palco da una svenevole e”cadente” Bianca Balti che tra una tinta ai capelli dalla dubbia riuscita, la risata equina e gli orecchini a paralume se la potevano pure risparmiare. Il duo Bocelli, papà Andrea e figlio Amos, che ci ha regalato momenti di alta qualità musicale e canora e “last but not least” l’intervento di uno stupefacente e per niente retorico Claudio Bisio che inaspettatamente ci ha guidati verso un punto di vista differente per la comprensione della nostra geriatrica e degradata situazione politica.

Ci sentiamo quindi di affermare che il festival di Fabio Fazio e di Luciana Littizzetto si è dimostrato di gran lunga superiore rispetto a quello che si era prefissato e persino a quello che noi avevamo pronosticato. Fazio desiderava che il “suo” festival fosse sinonimo di qualità e di una contemporaneitá in commistione con le tradizioni anche se il tutto fosse andato a discapito dello share. E invece no. Anche gli ascolti sono stati da record.

Quindi un Festival di Sanremo, questo del 2013, che ha fatto prevalere la qualità, le competenze, la dignità a discapito del mero “bell’apparire”, del buonismo e delle edulcorate ma dall’effetto placebo, parole al vento.

Ci sentiamo così di fare una piccola citazione affermando che “mentre il mondo cade a pezzi” la buona musica italiana “compone nuovi spazi” per uscire dal buio tunnell dell’attualitá per ritornare alle origini, all'”essenziale”.

Arrivederci Sanremo, al prossimo anno.

 

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